Il punto di ritrovo e' stato Chiasso, dove tutti facciamo il pieno di carburante, poco costoso in quel della Svizzera.
Le moto sono: il CBRrino, un sacco di z750, un 1200GS.
In breve si arriva a Lugano, dove si ammira, come sempre, il bello e placido Lago di origine vulcanica (risale all'ultima glaciazione di diecimila anni fa).
In pochi minuti si giunge a Bellinzona, la capitale del Canton Ticino.
Da Bellinzona saliamo sul valico Monte Ceneri, che ha strade larghe, costruite in cemento.
L'aria si fa piu' fresca e la vegetazione e' metro dopo metro piu' verde.
Il caldo d'inizio luglio comincia ad abbandonare la nostra pelle.
Siamo vogliosi di avvicinarci al San Bernardino per sentirci ancora piu' freschi.
Siamo presto accontentati.
Dopo una serie di curve ben protette da guard rail e muri in pietra, raggiungiamo quota 2065. Lo spettacolo e' d'eccezione. Le montagne intorno a noi sono imbiancate. Il contatto con la natura fa rabbrividire. Lassu' siamo solo noi, le nostre moto, un'auto capitata quasi per sbaglio e lo spettacolo della terra che si e' increspata per avvicinarsi al cielo con le sue vette.
Il paesaggio e' mozzafiato... nel senso della parola vero e non popolare. Il freddo e' infatti intenso e l'ossigeno scarseggia (anche le moto hanno quasi difficolta' ad accendersi). Dopo aver fotografato lo spettacolo cominciamo a scendere verso Spluga.
Ci fermiamo a pranzare all'Hotel Surette. Siamo gia' nel Rheinwald e, per fortuna, gli intraprendenti Svizzeri del luogo parlano un italiano molto piu' comprensibile del mio tedesco.
Mangio pizzoccheri e verdure. Ahinoi, pur in mancanza di dolci e bibite (il tempo e' tiranno) il conto sale velocemente a una buona manciata di franchi svizzeri a testa.
Raggiungiamo ora il passo dello Juler. Qui i metri sono 2200. L'aria e' ancora piu' fredda, ma il paesaggio e' trionfante. I grossi massi che difendono il passo sono levigatissimi da un vento continuo, che non viene fermato da alcuna parete. Ci sentiamo di nuovo tutt'uno con il paesaggio. Non vorremmo allontanarci.
Il freddo ci consiglia di scendere pero' sulla via Mala. Lo spettacolo di questa strada, come chi ha visto sa, e' duro da descrivere. Attraversa una gola che si puo' considerare un "ecomuseo". Aperta al traffico gia' nel basso medioevo, questa strada permette di oltrepassare un precipizio profondo centinaia di metri, sul cui fondo si possono rinvenire reperti archeologici risalenti all'eta' paleolitica.
Le ore passano. Siamo gia' nel primo pomeriggio. Ma e' difficile staccarsi da questo spettacolo.
Ci mettiamo comunque in moto e, dopo aver sfiorato Saint Mauritz, raggiungiamo il Passo del Maloja. Siamo a 1815 metri d'altezza.
Qui ci troviamo in un luogo geologicamente impareggiabile. La linea spartiacque del Maloja segna il confine tra il bacino del Mar Mediterraneo, nel quale confluiscono le acque che scendono con il fiume Mera dalla Val Bregaglia, e il bacino del Mar Nero, verso cui dirigono le acque del fiume Inn.
Insomma, pare che stiamo tagliando l'Europa in due!
Scendiamo a Chiavenna, una cittadina in provincia di Sondrio nota proprio per essere un avamposto verso le alpi svizzere. Da li', decidiamo di percorrere il lungolago di Como... La decisione non si rivela felicissima perche' la strada e' trafficatissima, ma con le moto riusciamo a cavarcela in tre quarti d'ora. Lasciato il Lario, al verde delle Alpi svizzere si sostituisce il verde dei cartelli autostradali...
Insomma, un motogiro bellissimo. Il CBR mai sottotono rispetto a moto (direi SIA il GS che la Zeta) fatte per il touring e le strade strette.
Ha sofferto un po' di mancanza di coppia in certi tornantini, ma poco, poco...
E' una moto che non ha paragoni... riesce sempre, sempre a stupirmi...
Insomma, WLF!!! (Viva la "effe")