Sto seguendo il corso di guida di Franco Krauss che trovi su Motocicliste.it , ma la parte che non mi "entra" è l'inserimento ,sarebbe: fatta la staccata e buttarsi giu' nella curva.Molte volte non riesco a trovare il punto giusto appunto d'inserimento.Grazie
Quì ci vorrebbe veramente una lavagnetta nel paddok e qualche turno in pista insieme... come nei corsi di guida appunto.
La fase d' inserimento in curva è quella pi๠delicata e tecnica secondo me.
Si sta agendo su tutti i comandi... Frizione, freno, acceleratore, freno posteriore, cambio...
E mentre si fanno tutti questi movimenti bisogna iniziare a piegare la moto seguendo la traiettoria che si è individuata come la pi๠redditizzia.
Mentre si piega la moto bisogna modificare l' azione sui comandi in modo da non destabilizzare la moto ed aiutarla a seguire la traiettoria che si vuole impostare...
Insomma è un momento topico anche perchè una volta impostata la piega non è facile modificare la traiettoria ( spesso è impossibile) a meno di perdere velocità .
Diciamo che le prime volte si tende a ritardare troppo la piega. Si ha paura di entrare troppo forte in curva e allora si continua a frenare tenendo dritta la moto per qualche metro di troppo.
A quel punto si lasciano i freni e si piega. Spesso ( le prime volte) ci si trova alla corda troppo lenti e piegati tanto da dover raddrizzare un pò la moto e ridare gas per non finire con le ruote sul cordolo interno.
Con il tempo si impara a lasciare prima i freni, piegare prima la moto sfruttando il freno motore per far raggiungere alla moto la corda della curva.
C' è poi da dire che ogni curva ha il suo punto di corda, diverso dalle altre, e quindi anche il suo punto d' inserimento.
L' esperienza aiuta a capire come affrontare le varie curve.
Agli inizi è molto utile rubare con gli occhi da chi va pi๠forte di noi.
La cosa importante cmq, in ogni pista, sono i punti di riferimento.
I primi giri in un circuito sconosciuto dovrebbero essere dedicati a cercare, x ogni curva, dei punti ai lati dell' asfalto, ben riconoscibili che ci indicano dove iniziare a frenare o a piegare.
Ad esempio in molte curve su tutti i circuiti ci sono i cartelli che indicano i metri di distanza dalla curva ( 200-150-100-50...).
Facendo un' esempio pratico al primo giro lanciato a quella curva freno al cartello dei 150m. Arrivo troppo lento nella curva. Ok al giro dopo provo a frenare a metà strada tra i 150 e i 100m. Sono ancora lento ma non troppo. Allora decido che al prossimo giro levo altri 10m ( pi๠si va forte e meno metri bisogna levare). Ok adesso mi sembra di entrare abbastanza forte. Adesso mi fisso in mente questo riferimento alla curva1 e passo ad analizzare la curva2 con lo stesso metodo.
Pazienza e metodicità quindi.
Osservare gli altri, come detto, da una mano ma bisogna ricordarsi che se vanno pi๠forte probabilmente dovremo frenare qualche metro prima di loro.
Come riferimenti si possono prendere un sacco di cose....
Uno Striscione che sovrasta quella parte del circuito ( vedi staccata del tramonto a Misano). I segni delle gomme che frenano sull' asfalto ( staccata dei Cimini a Vallelunga). Cordoli, segni sull' asfalto, le postazioni dei commissari di percorso, l' entrata del limitatore in una data marcia...
Occhi e orecchie sono il nostro miglior coopilota.